Caffè Galante

«common spaces and coffee houses have a rich history of affecting the democratic process» Jack Dorsey


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Prima dell’apertura del Caffé

Al 1901 risale la fondazione della ditta di Giuseppe Galante e Giovanna Manfré. Di famiglia di “pignatari” pattesi da diverse generazioni, donna Vannitta, moglie del cuoco mistrettese don Peppino, aveva imparato l’arte del fare i dolci frequentando da giovinetta il monastero di clausura di Santa Chiara. Lì aveva imparato a fare pasticciotti di carne e cardinali (le due specialità tipiche ed esclusive della tradizione dolciaria pattese), cuddureddi e friciuletti, ossa i mortu e tanto altro ancora.

Questa foto del 1915 (una nota sul retro ci informa che solo quattro anni più tardi, nel 1919, sarebbe stato edificato il secondo piano) ritrae l’edificio, oggi al civico 8 della via Regina Elena, dove venne fondata la ditta di Giuseppe Galante e Giovanna Manfré; l’abitazione della famiglia al primo piano, mentre al pian terreno, per lungo tempo, il forno e il laboratorio di pasticceria (anche dopo l’apertura del caffé, nel 1918, quasi di fronte e che, negli anni venti, venne trasferito un po’ più su, nella stessa via, dov’è attualmente).

Nella foto, oltre al personaggio sulle scale, tale Vincenzo Buzzanca, un appunto di Carmelo Galante (1909 – 1996) indica gli altri: nel balcone al primo piano, il padre, Giuseppe Galante (1880 – 1963), sul terrazzo, a partire da sinistra, la zia, sorella della madre, Angela Manfré in Capodici, quindi la madre Giovanna Manfré (1871 – 1945) con in braccio, di pochi mesi, il più piccolo dei figli, il fratello Cosimo Galante (1914 – 1987) e, sulla destra, la zia Concetta Manfré.