Caffè Galante

«common spaces and coffee houses have a rich history of affecting the democratic process» Jack Dorsey


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Dell’Immateriale; Notte per la Cultura 2017, la tappa al Caffè Galante

01_20170805_2015005 Agosto 2017 – Dell’Immateriale ma anche dell’Attraversamento potremmo definire la tappa al Caffè Galante di questa ottava edizione della Notte per la Cultura, organizzata dall’associazione Officina delle Idee con il contributo del Comune di Patti e di molte altre associazioni pattesi, e infatti, oltre che tappa, nell’edizione di quest’anno, il Caffè Galante è stato luogo di attraversamento lungo il percorso delle visite guidate; diversamente dalle precedenti edizioni, al Caffè Galante i visitatori sono giunti quest’anno dalla piazza Sturzo, piuttosto che dalla via Regina Elena; alcuni di essi, dopo essere entrati, si sono soffermati per “registrare” sensazioni e stati d’animo del momento per poi proseguire attraversandolo e, dopo aver sostato anche nella sala “liberty”, proiettarsi quindi verso la successiva tappa di piazza Niosi.

Già Fabio Fornasari ipotizzava nel 2008 che al Caffè Galante non si sarebbe più andati a scrivere soltanto con carta e penna ma si sarebbero utilizzati anche i nuovi strumenti che il sapere umano ha creato nel suo lungo cammino per condividere così, con una più ampia platea di fruitori/avventori, emozioni, pensieri, poesie ispirate da quel luogo.

Ed ecco allora Sebastian Recupero, Davide Galipo, Francesco Campochiaro & Co. raccogliere all’inizio dell’attraversamento del Caffè Galante, pensieri e sensazioni che verranno poi mischiate e ricomposte per creare un’installazione sonora e visiva di cui fruire a fine percorso, nella cripta della chiesa di Sant’Ippolito.

Dell’Immateriale, dell’Attraversamento e delle Contaminazioni, già, dimenticavamo, il tema di quest’anno della Notte per la Cultura 2017.

Qui la fotogallery della tappa

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I luoghi della poesia, Quasimodo e il suo tempo

20170724_214717Si è svolta lo scorso 24 Luglio, organizzata dal Club Amici di Salvatore Quasimodo di Patti, con il patrocinio della Città di Patti, dell’Assessorato Turismo Sport e Spettacolo della Regione Siciliana e del Servizio Turistico Regionale di Patti, la prima edizione de “I luoghi della poesia” dedicata, quest’anno, al poeta siciliano Salvatore Quasimodo, premio Nobel per la letteratura nel 1959.

Come è noto, Quasimodo frequentò Patti tra la fine degli anni venti e l’inizio degli anni trenta del secolo scorso per incontrarsi con gli amici della lieve brigata di “Vento a Tindari” (Salvatore Pugliatti, Enzo Misefari, Glauco NatoliVann’Antò, Giovanni Asciak, Nino Mangano, Letterio D’Andrea, Raffaele Saggio, Carmelo Sardo InfirriGiuseppe Mellina, Michele Mancuso). I luoghi frequentati erano generalmente Casa Saggio e Caffè Galante, luoghi, insieme ad altri del centro storico pattese, interessati dalla serata del 24 Luglio (come da programma).

Nell’intento degli organizzatori, Quasimodo, protagonista della serata, è stato il pretesto per compiere un excursus storico e poetico del Novecento, secolo quanto mai travagliato e sconvolto dai due conflitti mondiali, e da qui la scelta di leggere per complementarietà anche testi di altri suoi contemporanei (Majakovskij, Brecht, Pessoa, Thomas, Steinbeck, Neruda, Levi, Corso) per dare infine voce ad alcuni giovani poeti pattesi dei nostri giorni (Antonella D’Amico, Stefania Faranda, Davide Galipò, Serena Piraino).

Durante la serata tre gruppi di visitatori, partendo ad orari prestabiliti dalla sede del Servizio Turistico Regionale, hanno seguito un percorso attraverso il centro storico pattese fermandosi in alcuni luoghi dove ascoltare, accompagnati da appropriato sottofondo musicale, i testi di Quasimodo e degli altri poeti già citati e la narrazione dei principali fatti storici che hanno caratterizzato il secolo scorso.

Al Caffè Galante per rievocare il “genius loci” era stato predisposto l’angolo dove Salvatore Quasimodo amava sedersi insieme agli amici di “Vento a Tindari” e di “Vita Nostra” (il periodico pubblicato a Patti negli anni trenta per iniziativa degli amici pattesi di Quasimodo e nato in quello stesso angolo del Caffè Galante).

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Lyubov Miroshnikova Dovgaya

Ma evento nell’evento, per il Caffè Galante la serata si è rivelata ancora più speciale, poiché abbiamo avuto il piacere di accogliere tra i visitatori, una cara amica russa del Caffè Galante, Lyubov Miroshnikova Dovgaya, di San Pietroburgo, che giunta in Sicilia nello stesso giorno, ha voluto partecipare alla serata organizzata dal Club Amici di Salvatore Quasimodo di Patti, visitando il luogo che nello scorso anno, durante il censimento FAI 2016 sui Luoghi del Cuore, con così tanto amore e passione ha sostenuto, mobilitandosi presso i suoi amici russi alla ricerca di quel consenso che ha permesso al Caffè Galante, grazie anche al suo aiuto, di conquistare oltre i mille voti. Come se non bastasse, Lyubov ha voluto regalare al Caffè Galante due ormai introvabili e preziose raccolte di poesie di Quasimodo tradotte in lingua russa; “Сальваторе Квазимодо, Избранная зарубежная лирика” (“Salvatore Quasimodo, Selezione di liriche straniere”), edito a Mosca da Giovane Guardia nel 1967 e, soprattutto, “Моя страна — Италия” (“Il mio Paese è l’Italia”),

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Моя страна – Италия (Il mio Paese è l’Italia)

edito a Mosca da Foreign Literature Publishing House nel 1961, trovato dalla nostra amica con molta determinazione e attraverso una serie di peripezie, grazie anche all’aiuto del giovane figlio Ilja, nella remota città siberiana di Novosibirsk. Regali più graditi e appropriati, nella serata dedicata a Quasimodo non potevano esservi e di questo e di tutto il suo amore per il Caffè Galante siamo molto grati alla nostra cara e generosa amica Lyubov.

 

La Fotogallery della serata al Caffè Galante


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Intellettuali a Patti ai tempi di Vita Nostra – conversazione con Teresa Pugliatti

da sinistra a destra: Luigi Ferlazzo Natoli, Teresa Pugliatti, Filippo Nasca

da sinistra a destra: Luigi Ferlazzo Natoli, Teresa Pugliatti, Filippo Nasca

Si è svolto lo scorso 10 Dicembre, organizzato dal Comitato Pro Caffè Galante con il patrocinio del Comune di Patti e della Pro Loco di Patti, l’incontro con la prof.ssa Teresa Pugliatti, figlia del grande giurista e umanista Salvatore Pugliatti che tra la fine degli anni venti e l’inizio degli anni trenta del secolo scorso veniva a Patti insieme a Salvatore Quasimodo, futuro premio Nobel per la letteratura nel 1959, per far visita agli amici pattesi della “lieve brigata” di Vento a Tindari, gli stessi che nel 1932 diedero anche vita al periodico locale Vita Nostra.

In uno dei luoghi pattesi, il Caffè Galante, dove gli amici della “lieve brigata” erano soliti riunirsi, Teresa Pugliatti ha rievocato quel periodo grazie soprattutto ai ricordi personali e a quelli trasmessi dal padre.

All’incontro, condotto da Filippo Nasca, è intervenuto anche il prof. Luigi Ferlazzo Natoli, biografo di Salvatore Pugliatti e autore del saggio “Nel segno del destino, vita di Salvatore Pugliatti” – Rubbettino Editore – 2008

I “messinesi” della “lieve brigata”: Salvatore Quasimodo, Salvatore Pugliatti, Enzo Misefari, Glauco Natoli, Vann’Antò, Giovanni Asciak, Nino Mangano, Letterio D’Andrea; i “pattesi”: Raffaele Saggio, Carmelo Sardo Infirri, Giuseppe Mellina, Michele Mancuso.

La Fotogallery dell’incontro

La registrazione integrale dell’incontro

Il video di Nino Cadili sull’incontro (Nino Cadili ha realizzato una sintesi dell’incontro integrandola e arricchendola con rari documenti fotografici e video)


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Più di mille voti al Caffè Galante, Grazie!

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303 dei 1095 voti complessivi a favore del Caffè Galante sono stati espressi in modalità on line dall’Italia e anche dall’estero (Argentina, Russia, Stati Uniti d’America)

Si è appena concluso l’8° Censimento del FAI sui “Luoghi del Cuore” e vorrei ringraziare tutti coloro che hanno votato il Caffè Galante. Grazie per l’affetto che con il vostro voto avete dimostrato e per il desiderio, da molti espresso anche con ricordi e testimonianze del passato ma anche con un semplice like, di vedere riaperto questo luogo che si lega ai ricordi di tanti pattesi e alle suggestioni di molti amici che lo hanno visitato o che vorrebbero visitarlo.

Per molti non è stato semplice seguire la procedura di registrazione richiesta dal FAI per poter esprimere il loro voto e molti non sono riusciti nell’intento. Per consentire, ai molti che non riuscivano a votare su internet, di esprimerlo, abbiamo allora stampato e distribuito i moduli cartacei usando i quali è stato possibile votare indicando i propri dati e firmando. Ma ovviamente non abbiamo potuto raggiungere tutti e tuttavia alcuni volenterosi che vivono fuori Patti li hanno stampati, firmati e fatti firmare a parenti, amici e conoscenti, scansionati e spediti allegandoli via email. Certamente, se tutti quelli che hanno espresso il desiderio di farlo avessero potuto votare il risultato sarebbe stato ancora più brillante.

Il censimento che si ripete ogni due anni è iniziato a Maggio ma noi ci siamo messi in movimento solo ad Ottobre, un mese e mezzo all’incirca di lavoro che ha prodotto un risultato bellissimo ed inaspettato, un risultato mai raggiunto nei precedenti censimenti da nessun altro luogo del cuore censito nella città di Patti.

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792 i voti raccolti sui moduli cartacei. Nell’immagine la copertina di accompagnamento del plico inviato al FAI

Nella passata edizione del censimento, come anche nelle altre, lo sforzo era stato minimo, quasi un gioco, limitato ai pochi giorni precedenti la conclusione del censimento. 76 voti in tutto, ed esclusivamente on line, quelli raccolti nel censimento del 2014, 1095 i voti invece raccolti in questa occasione; 303 voti raccolti on line tra pattesi e non, amici italiani e anche stranieri, 792 i voti raccolti sui moduli cartacei e che si andranno a sommare a quelli on line. I risultati definitivi si conosceranno nel Febbraio del prossimo anno, dopo che il FAI avrà conteggiato tutti i voti cartacei che gli perverranno. Attualmente i 303 voti raccolti on line ci vedono, provvisoriamente, al 245° posto nella graduatoria nazionale, al 25° in quella regionale e al 5° in quella provinciale. Non avendo ovviamente idea di quanti voti gli altri 35.000 e passa competitor abbiano raccolto sul cartaceo è evidente che il risultato finale potrebbe vederci avanzare ma anche indietreggiare da questi posizionamenti provvisori.

Relativamente invece ai voti raccolti esclusivamente on line, la competizione si è conclusa alla mezzanotte del 30 Novembre e sono questi gli unici dati definitivi al momento disponibili; i nostri 303 voti, in modo lusinghiero, ci permettono di collocarci al 150° posto nella graduatoria nazionale, al 16° in quella regionale e al 4° in quella provinciale.

Sicuramente i nostri 1095 voti complessivi sono ben poca cosa rispetto alle decine di migliaia di voti che hanno già raccolto i luoghi classificatisi ai primi posti, e tuttavia per noi sono comunque tantissimi e sappiamo già che con l’esperienza acquisita in questa occasione e per l’affetto incontrato e ricevuto, nel Maggio 2018, in occasione dell’avvio del prossimo censimento, agguerriti più che mai andremo alla ricerca di quell’obiettivo costituito da almeno 1500 voti che possa portare l’attenzione del FAI sull’ultimo caffè storico rimasto in Sicilia che, ne siamo convinti, rappresenta un’autentica ricchezza per il nostro territorio, che altri in Sicilia non possono esibire, che per la sua storia, le sue caratteristiche, la sua unicità e per quello che rappresenta ed ha costituito per la nostra città, va salvaguardata e valorizzata recuperandola dal degrado subito negli ultimi anni. Questo alla fine l’obiettivo del nostro agire e che proprio con l’occasione del censimento FAI ci ha portati alla costituzione del Comitato Pro Caffè Galante, al quale, senza alcun onere d’iscrizione o quota associativa annuale, potrà aderire chiunque abbia a cuore questo luogo e voglia anche semplicemente esprimere con la propria adesione una testimonianza dal chiaro significato: salvare e riaprire il Caffè Galante.

Concludo con il mio ringraziamento a coloro che si sono impegnati per il raggiungimento di questo risultato, a partire da Giovanna Galante, che si è spesa più di chiunque altro, Antonietta, Anna e Francesco Privitera, Rosanna Servello, Giuseppe Orlando ed Elisa Mugneco, tanto hanno fatto per raccogliere voti sui moduli cartacei e on line. Ringrazio gli amici che da lungo tempo ormai conoscono e amano Caffè Galante, come Alberto Cottica e Fabio Fornasari e i nuovi come Lucilla Boschi, in Italia, o Lyubov Dovgaya dall’estero, dalla lontana Russia, che si sono prodigati per raccogliere voti on line, così come anche Carmelo Guido e Laura Galante, anch’essi impegnatisi dall’estero, dal Regno Unito e dall’Irlanda. Ed un ringraziamento ai tanti, amici ma anche persone che non conosco e che mi piacerebbe conoscere e salutare, che amano questo luogo e lo hanno testimoniato condividendo sui loro profili facebook i post che invitavano a votare Caffè Galante; anche a loro un grazie sentito e sincero.

Infine un ringraziamento a coloro che rispondendo all’appello, hanno costituito, aderendo per primi, il Comitato Pro Caffè Galante; in particolare ringrazio la prof.ssa Teresa Pugliatti che è stata la prima firmataria del neocostituito comitato e che il prossimo 10 Dicembre alle 17.30 rievocherà in quel luogo gli anni trenta del secolo scorso, gli anni in cui il padre, il grande giurista Salvatore Pugliatti, lo frequentava venendo da Messina, insieme all’amico, poi premio nobel per la letteratura nel 1959, Salvatore Quasimodo e agli amici pattesi di Vita Nostra e della “lieve brigata” di Vento a Tindari.

Un saluto a tutti e ancora grazie.


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Prima dell’apertura del Caffé

Al 1901 risale la fondazione della ditta di Giuseppe Galante e Giovanna Manfré. Di famiglia di “pignatari” pattesi da diverse generazioni, donna Vannitta, moglie del cuoco mistrettese don Peppino, aveva imparato l’arte del fare i dolci frequentando da giovinetta il monastero di clausura di Santa Chiara. Lì aveva imparato a fare pasticciotti di carne e cardinali (le due specialità tipiche ed esclusive della tradizione dolciaria pattese), cuddureddi e friciuletti, ossa i mortu e tanto altro ancora.

Questa foto del 1915 (una nota sul retro ci informa che solo quattro anni più tardi, nel 1919, sarebbe stato edificato il secondo piano) ritrae l’edificio, oggi al civico 8 della via Regina Elena, dove venne fondata la ditta di Giuseppe Galante e Giovanna Manfré; l’abitazione della famiglia al primo piano, mentre al pian terreno, per lungo tempo, il forno e il laboratorio di pasticceria (anche dopo l’apertura del caffé, nel 1918, quasi di fronte e che, negli anni venti, venne trasferito un po’ più su, nella stessa via, dov’è attualmente).

Nella foto, oltre al personaggio sulle scale, tale Vincenzo Buzzanca, un appunto di Carmelo Galante (1909 – 1996) indica gli altri: nel balcone al primo piano, il padre, Giuseppe Galante (1880 – 1963), sul terrazzo, a partire da sinistra, la zia, sorella della madre, Angela Manfré in Capodici, quindi la madre Giovanna Manfré (1871 – 1945) con in braccio, di pochi mesi, il più piccolo dei figli, il fratello Cosimo Galante (1914 – 1987) e, sulla destra, la zia Concetta Manfré.


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Granita limone e biscotti “Umberto”

Caffè Galante, interno, anni venti del Novecento; sulla sinistra è riconoscibile Carmelo Galante (1909 - 1996)

Caffè Galante, interno, anni venti del Novecento; sulla sinistra è riconoscibile Carmelo Galante (1909 – 1996)

Scartabellando tra vecchie carte, inaspettatamente salta fuori una piacevole sorpresa: un breve articolo, scritto da Nino Falcone (il fondatore della casa editrice Pungitopo, padre di Lucio) senza data ma, per i riferimenti contenuti, verosimilmente scritto negli anni ottanta del secolo scorso. Un foglio dattiloscritto, di cui non conservavo più il ricordo, regalato a mio padre dall’autore.

Non so se l’articolo venne pubblicato a suo tempo su qualche foglio locale ma per me ha tutto il sapore del pezzo inedito o comunque ormai introvabile. E’ quindi con molto piacere che lo restituisco alla memoria dei pattesi pubblicandolo in questo spazio del Caffè Galante.

 

Granita limone e biscotti “Umberto”
di Nino Falcone

Incontrarsi da Galante è darsi un appuntamento ad un’oasi della vecchia Patti; il bar Galante ha ormai una patina di antico che è bene conservi, e l’ha conservata sapientemente anche nel corso di opportuni restauri, ha la stessa “faccia” liberty che aveva sessant’anni fa e passa.

La pasticceria è rinomata, specialmente per “friciuletti”, “pasticciotti alla carne” e “cardinali”; l’accoglienza è quasi familiare, come sempre.

D’estate vi si danno incontro tutti i pattesi che ritornano dal “continente”, specialmente per la granita limone e i biscotti “Umberto”; ma più per rivedere visi di ex compagni di scuola, di amici d’infanzia: stanchi del cammino sulle “dune” della vita, è bello rivedersi in quell’oasi dove si andava anche da ragazzi.

Quelli d’oggi, anche se entrano da Galante, non si fermano al bar, scambiano frettolosi la carta da mille lire con pezzi da cento lire che don Carmelo conta pazientemente sul lussuoso bancone e poi filano verso “il basso” per la giocatina a flipper o al bigliardino: è l’ineluttabile segno del tempo.

Ma la sala, dove incontri rare e vecchie facce di conoscenti, di “paesani inveterati”, è sempre la stessa; la disposizione dei tavoli, l’esposizione dei dolci hanno sempre la stessa fisionomia d’un tempo, quella che a Padova il Pedrocchi (sit venia!) o a Napoli in Galleria (ci si perdona?).

E’ una faccia di Patti di cui molti amano conservare l’immagine per ricordare un passato prossimo o remoto, come faccio io che, quando ragazzino, salivo a piedi da Marina a Patti con mia madre (che stupenda passeggiata nel sole per via degli Orti!… l’attuale Corso Matteotti), era di rito entrare da don Peppino Galante, per la granita di limone coi biscotti “Umberto”.