Caffè Galante

«common spaces and coffee houses have a rich history of affecting the democratic process» Jack Dorsey


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Il Caffè Galante apre il suo diario

Articolo pubblicato originariamente sul blog di Kublai

Tardivamente, ma apriamo anche noi il nostro diario di progetto.

In realtà le cose da raccontare non sono molte; le discussioni sugli obiettivi del progetto non dovrebbero essere così complesse come lo sono ad esempio quelle di Critical City o di altri progetti. I nostri obiettivi sono abbastanza semplici e riassumibili in quello che abbiamo scritto molto tempo fa all’epoca della redazione del nostro primo documento (li riporto anche qui di seguito, integrandoli leggermente).

1) Restauro e riapertura del Caffè Galante come caffè letterario e centro culturale; si tratta di un caffè storico del 1929, decorato e arredato in stile liberty, localizzato in Sicilia, a Patti.

2) Organizzazione di eventi, all’interno del locale, di tipo culturale (quali la presentazione di libri, letture, mostre di quadri, esposizioni fotografiche, esibizioni di musicisti, ecc. ) ma anche dibattiti e incontri su problematiche di varia natura (sociale, politica, ecc.) – l’obiettivo è quello di dare alla città un centro di aggregazione che consenta lo sviluppo di idee, il confronto, la creazione o la diffusione di stimoli per una cittadina molto depressa.

3) Attrezzare il locale con strumenti hi-tech per far in modo che gli avventori possano assistere ed eventualmente partecipare ad eventi remoti – ad es. quelli che si tengono in Second Life e in genere sulla rete – o viceversa per rendere fruibili da remoto, con l’ausilio delle moderne tecnologie, alcuni eventi che si terrebbero nel locale) – gli stimoli, le ideee, i confronti non devono essere localizzati e chiusi ma al contrario aperti a e provenienti da “tutto il mondo” (più o meno tutti abbiamo internet ma usarla insieme ad altri o con altri è diverso, è meglio)

4) Realizzare all’interno un piccolo museo contenente attrezzi di pasticceria e gelateria del secolo scorso, oggetti e documenti legati in qualche modo alla storia del locale e della cittadina (compresi ricettari, racconti, fotografie, aneddoti e articoli).

5) Integrare il locale all’interno del Parco Letterario Salvatore Quasimodo (fu punto di incontro della cittadinanza ma anche di intellettuali famosi, come appunto Salvatore Quasimodo e Salvatore Pugliatti che si davano appuntamento nel caffè insieme agli altri amici della “lieve brigata” di “Vento a Tindari” per declamare i loro versi o per tenervi, di fatto, le riunioni redazionali di pubblicazioni locali come il mensile “Vita Nostra”).

6) Realizzazione all’interno del caffè di una piccola libreria

7) Intraprendere un’attività editoriale (Edizioni del Caffè Galante) per la pubblicazione di ricerche/lavori attinenti al Caffè (la prima pubblicazione, in coedizione/collaborazione con Yorick Editore, avrà come oggetto le antiche ricette della pasticceria/gelateria)

8) Avviare una produzione artigianale che permetta la produzione e la commercializzazione/esportazione dei prodotti tipici della pasticceria e della gelateria pattese (il caffè era anche una pasticceria ed una gelateria famosa, non soltanto nel piccolo ambito cittadino, per la bontà dei prodotti tipici che vi si producevano – cardinali e pasticciotti, ad. es.)

Per fare tutto questo, stiamo intanto cercando di capire che costi dovremo sopportare.

Sono stati effettuati dei sopralluoghi da parte di tecnici e restauratori e stiamo aspettando di avere i relativi preventivi; in particolare:
– Attrezzature per la produzione e il confezionamento dei prodotti di pasticceria e gelateria

– Interventi edili e connessi per il recupero ed il restauro del locale.

Ci chiediamo inoltre se non sia opportuno avviare una associazione culturale o una fondazione (che differenza c’è?) per la gestione delle attività culturali e sociali e successivamente una s.r.l. per le attività produttive/commerciali.

Nel frattempo, la richiesta di una conoscente di mettere a disposizione di un gruppo di persone il caffè per una mostra di oggetti artigianali nel periodo natalizio è stata l’occasione per dare una ripulita al locale, riaprirlo e permetterci di provare ad organizzare degli incontri.

Piazzato nel locale un monitor da 50″, messoci a disposizione da un altro conoscente, e utilizzando la connessione adsl di casa mia (abito di fronte al caffè), ho pensato di organizzare una serie di eventi.

Il 7 Dicembre, giorno di apertura, mi è sembrato d’obbligo presentare il nostro progetto e quindi abbiamo proiettato il filmato realizzato da Kublai quest’estate  e successivamente, dopo un’applauso spontaneo alla fine della proiezione, ci siamo collegati a Second Life, dove, al Porto dei Creativi, si trovavano Alberto Cottica e Fabio Fornasari che hanno salutato i presenti in sala, piu di una trentina di persone, e dato vita ad una piccola conversazione con domande provenienti dalla sala per conoscere alcuni dettagli del progetto.

Successivamente, il 12 Dicembre abbiamo dedicato la serata alla presentazione di Infopatti/40xPatti. Il social network pattese è entrato a far parte della rete 40xNetwork, che attualmente comprende anche 40xVenezia e 40xCatania ma che presto vedrà altre reti civiche aderire al modello 40x.
Ci siamo collegati, via Skype con webcam, con Simone Di Stefano a Catania (fondatore e promotore dei 40xCatania) e, successivamente, con Emanule Dal Carlo (fondatore e promotore dei 40xVenezia) e alcuni suoi amici che si riunivano per una delle tante feste che i veneziani organizzano abitualmente. Presentazioni, conversazioni, domande e risposte e sopratutto l’idea di utilizzare i collegamenti per riunioni operative su problematiche di comune interesse. Il giorno dopo alcuni veneziani e catanesi si sono iscritti a Infopatti/40xPatti, qualche pattese si è iscritto anche, ma molto timidamente; Patti è piccola e sopratutto chiusa, i pattesi che si sbracciano per aprirla e risvegliarla hanno davvero bisogno di aiuto su molti fronti, e tutto quello che si fa, spesso e volentieri, sembra “mission impossible”, una vera sfida.

Piccolo inciso, l’idea di estendere al resto d’Italia l’iniziativa dei 40xVenezia è nata proprio su Kublai, al Porto dei Creativi, la sera stessa che venne presentato il social network 40xVenezia agli avatar kublaiani e a cui è seguita discussione sul ning.

Dopo il 12 sono stati programmati e definiti altri appuntamenti; alcuni riguardano iniziative “analogiche”, letture di fiabe di autori locali per bambini e una presentazione con finalità solidaristiche verso i soggetti autistici. Il 23 parleremo di fonti energetiche con il locale gruppo di Legambiente.

Il 3 Gennaio è previsto invece un incontro specifico, attinente ad uno dei punti più qualificanti del progetto, con i promotori del Parco Letterario Salvatore Quasimodo per verificare i percorsi da intraprendere per integrare all’interno del parco letterario il Caffè Galante e Casa Rubes (oggi un delizioso bed&breakfast in stile lyberty, allora casa di Raffo Saggio, uno degli amici di Quasimodo). L’idea dell’incontro è stata accolta molto positivamente dai promotori del parco letterario e dei link al sito di Infopatti/40xPatti, dove viene annunciato l’incontro, sono stati inseriti nel sito del Parco Letterario Salvatore Quasimodo e in altri siti associativi molto vicini al parco. L’incontro riveste a mio avviso una certa importanza non solo ovviamente per i due locali coinvolti ma per l’intera città di Patti.

Il 4 Gennaio concluderemo con la commemorazione del prof. Michele Mancuso che è venuto a mancare all’inizio di questo  mese. Patti deve molto al prof. Mancuso e il Caffè Galante in particolare; i suoi aneddoti, i suoi racconti hanno permesso di perpetuare momenti di vita passata della nostra cittadina che hanno avuto al centro proprio quel locale.

Forse riusciremo ad includere anche qualche altro evento nel programma comunque, anche se non dovessimo riuscirci, stiamo notando molto interesse e visitatori in questi giorni.

Abbiamo anche sperimentato il tentativo di trasmettere in diretta su Infopatti/40xPatti quanto avveniva all’interno del Caffè Galante utilizzando Qik ed uno smart phone, ma l’esperimento non può dirsi riuscito (problemi di memoria dello smart phone e interruzione dello streming all’arrivo di messaggi e allo squillo di chiamate; tenteremo con Mogulus o qualcos’altro. Diciamo che la disponibilità di un solo computer, al momento, rende problematico l’uso contemporaneo di streming, second life e/o skype).


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Kublai, il Caffè Galante e lo sviluppo locale

Caffé Galante

(articolo pubblicato originariamente su Infopatti/40xPatti)

Non avevo ancora avuto modo di parlarne direttamente su Infopatti e farlo ora mi sembra doveroso. Sabato 23 Agosto una delegazione di tre componenti inviata dal Ministero dello Sviluppo Economico verrà a Patti per visitare il Caffè Galante.

Provo a spiegarne le ragioni.

Come sicuramente molti di voi sapranno, il caffè è chiuso da un paio d’anni, dopo essersi conclusa nel modo peggiore la disastrosa precedente gestione.

Il Caffè Galante è stato avviato dalla mia famiglia nel lontano 1929 e gestito direttamente sempre dalla mia famiglia fino al Dicembre del 1992.

Nell’Aprile del 1994, dopo essere stato restaurato e affidato all’Associazione Culturale Vivere il Centro Storico, il locale venne riaperto ma, per una serie di vicende avverse, ben presto finì, di fatto, nelle mani di “persone sbagliate” che, per quanto moralmente e contrattualmente impegnate a rispettarne e a salvaguardarne la storia e le peculiarità di caffè storico arredato in stile liberty, dimostrarono solo indifferenza e spregio verso gli impegni assunti.

Ora il caffè è lì, chiuso e con le ferite lasciate da gente che ha solo dimostrato di non meritare la fiducia concessa.

Per evitare quindi che il caffè cada nuovamente nelle “mani sbagliate” sto cercando di assumere un ruolo di responsabilità diretta nella futura gestione dello storico locale pattese e dare al Caffè Galante nuova vita e ai pattesi l’opportunità di riavere un luogo caro alla loro memoria.

Recentemente (alcuni mesi or sono) ho avuto modo di imbattermi nel progetto Kublai, promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico (ma questo l’ho scoperto dopo) e, sopratutto, da persone che sento molto affini e vicine al mio modo di essere e di pensare; progetto Kublai è già referenziato nelle pagine di questo ning, insieme ad altri social network che reputo interessante seguire.

Anche sul ning e sul blog di Kublai vi è stata occasione, in alcune circostanze, di guardare al nostro social network come fenomeno sociale da osservare nell’ambito di una più ampia tendenza che vede nascere ning come il nostro (due per tutti: 40xVenezia ed il nascente 40xCatania) e crescere, tra gli internauti, la consapevolezza dell’importanza di internet come strumento in grado di favorire aggregazioni sociali e spinte democratiche dal basso, così come, ad es. con Kublai, possibili occasioni virtuose di sviluppo economico locale.

E’ quindi probabile che alcuni di voi, in qualche modo, conoscano già Kublai e conoscano anche il fatto che, nell’ambito del progetto Kublai, abbia presentato, insieme ad altri compagni “d’avventura”, un’idea da far diventare progetto e successivamente, mi auguro, realtà, e il cui obiettivo è il recupero e la riapertura del Caffè Galante e (poiché la storia di questo locale le è strettamente connessa) la valorizzazione della tradizione pasticciera e gelatiera pattese.

A questo proposito invito tutti coloro che lo vorranno, specie chi lo apprende per la prima volta in questa circostanza, a visitare le pagine dedicate al Caffè Galante presenti sul ning di Kublai.

Lì sarà possibile leggere le due paginette di presentazione dell’idea, le slide di presentazione del progetto proiettate nel primo e nel secondo incontro già avvenuti in Second Life sull’isola di Kublai, l’articolo scritto dal nostro collega Nino Casamento su Centonove nell’ormai lontano 1996, discussioni e commenti sviluppatisi successivamente agli incontri, manifestazioni di simpatia e offerte di aiuto.

L’idea del recupero del Caffè Galante sta appassionando e coinvolgendo moltissimo Kublai e i “kublaiani” (e non soltanto i promotori e i responsabili di Kublai stesso); si tratta di uno dei quattro progetti pilota scelti da Kublai tra i diversi presentati.

La sfida, come ha detto uno dei più autorevoli funzionari del Ministero dello Sviluppo Economico che lavora al progetto, è “Portare Patti in Italia e l’Italia a Patti”; la sfida, ovvero, è realizzare un progetto che non sia finalizzato al semplice recupero e riapertura del pur meritevole locale, ma di creare intorno a questa iniziativa una seria occasione di sviluppo locale per il territorio pattese che coinvolga quanti più soggetti possibile e crei ricchezza e occupazione.

Il progetto, come ho già detto, ha suscitato numerose manifestazioni di simpatia da parte dei kublaiani, tutti rigorosamente non pattesi, tranne me e l’amico Biagio Adile (anch’egli membro del nostro ning e coinvolto direttamente nello sviluppo del progetto), e vede il coinvolgimento diretto nel suo sviluppo di altri due amici kublaiani, Roberta Greenfield dinamicissima pubblicitaria in quel di Milano e Fabio Fornasari valente architetto che si divide tra Milano e Bologna. Dalla Lombardia alla Puglia e alla Sicilia, passando per l’Emilia e per il Lazio molti suggerimenti sono venuti dagli amici kublaiani.

Il fatto che in questi giorni Alberto Cottica venga insieme ad altri del Laboratorio per le politiche di sviluppo del Ministero dello Sviluppo Economico a visitare il Caffè Galante per vedere di persona l’oggetto stesso del progetto ed il territorio in cui esso insiste, mi sembra una manifestazione evidente dell’interesse che Kublai e il Ministero dello Sviluppo Economico hanno nei nostri confronti; come mi ha detto Alberto: “qui al ministero pensiamo che questa roba del Caffè Galante sia veramente cool”, riferendosi al progetto.

Mi rendo conto che non è impresa facile da realizzare, sopratutto nei nostri luoghi e di questi tempi non favorevoli; ma Kublai, che è un’iniziativa del Ministero dello Sviluppo Economico che ha l’obiettivo di favorire lo sviluppo locale attraverso la realizzazione di progetti creativi, vuole aiutare chi è disposto a mettersi in gioco per realizzare iniziative serie, valide, durevoli e che portino benefici nei territori dove verranno realizzate.

Se loro si scomodano per venire da noi perché trovano interessante quello che gli proponiamo, il minimo che possiamo fare è crederci anche noi e impegnarci in tutti i modi possibili per farlo diventare realtà, per il bene di tutti.