Caffè Galante

«common spaces and coffee houses have a rich history of affecting the democratic process» Jack Dorsey


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Intellettuali a Patti ai tempi di Vita Nostra – conversazione con Teresa Pugliatti

da sinistra a destra: Luigi Ferlazzo Natoli, Teresa Pugliatti, Filippo Nasca

da sinistra a destra: Luigi Ferlazzo Natoli, Teresa Pugliatti, Filippo Nasca

Si è svolto lo scorso 10 Dicembre, organizzato dal Comitato Pro Caffè Galante con il patrocinio del Comune di Patti e della Pro Loco di Patti, l’incontro con la prof.ssa Teresa Pugliatti, figlia del grande giurista e umanista Salvatore Pugliatti che tra la fine degli anni venti e l’inizio degli anni trenta del secolo scorso veniva a Patti insieme a Salvatore Quasimodo, futuro premio Nobel per la letteratura nel 1959, per far visita agli amici pattesi della “lieve brigata” di Vento a Tindari, gli stessi che nel 1932 diedero anche vita al periodico locale Vita Nostra.

In uno dei luoghi pattesi, il Caffè Galante, dove gli amici della “lieve brigata” erano soliti riunirsi, Teresa Pugliatti ha rievocato quel periodo grazie soprattutto ai ricordi personali e a quelli trasmessi dal padre.

All’incontro, condotto da Filippo Nasca, è intervenuto anche il prof. Luigi Ferlazzo Natoli, biografo di Salvatore Pugliatti e autore del saggio “Nel segno del destino, vita di Salvatore Pugliatti” – Rubbettino Editore – 2008

I “messinesi” della “lieve brigata”: Salvatore Quasimodo, Salvatore Pugliatti, Enzo Misefari, Glauco Natoli, Vann’Antò, Giovanni Asciak, Nino Mangano, Letterio D’Andrea; i “pattesi”: Raffaele Saggio, Carmelo Sardo Infirri, Giuseppe Mellina, Michele Mancuso.

La Fotogallery dell’incontro

La registrazione integrale dell’incontro

Il video di Nino Cadili sull’incontro (Nino Cadili ha realizzato una sintesi dell’incontro integrandola e arricchendola con rari documenti fotografici e video)


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Più di mille voti al Caffè Galante, Grazie!

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303 dei 1095 voti complessivi a favore del Caffè Galante sono stati espressi in modalità on line dall’Italia e anche dall’estero (Argentina, Russia, Stati Uniti d’America)

Si è appena concluso l’8° Censimento del FAI sui “Luoghi del Cuore” e vorrei ringraziare tutti coloro che hanno votato il Caffè Galante. Grazie per l’affetto che con il vostro voto avete dimostrato e per il desiderio, da molti espresso anche con ricordi e testimonianze del passato ma anche con un semplice like, di vedere riaperto questo luogo che si lega ai ricordi di tanti pattesi e alle suggestioni di molti amici che lo hanno visitato o che vorrebbero visitarlo.

Per molti non è stato semplice seguire la procedura di registrazione richiesta dal FAI per poter esprimere il loro voto e molti non sono riusciti nell’intento. Per consentire, ai molti che non riuscivano a votare su internet, di esprimerlo, abbiamo allora stampato e distribuito i moduli cartacei usando i quali è stato possibile votare indicando i propri dati e firmando. Ma ovviamente non abbiamo potuto raggiungere tutti e tuttavia alcuni volenterosi che vivono fuori Patti li hanno stampati, firmati e fatti firmare a parenti, amici e conoscenti, scansionati e spediti allegandoli via email. Certamente, se tutti quelli che hanno espresso il desiderio di farlo avessero potuto votare il risultato sarebbe stato ancora più brillante.

Il censimento che si ripete ogni due anni è iniziato a Maggio ma noi ci siamo messi in movimento solo ad Ottobre, un mese e mezzo all’incirca di lavoro che ha prodotto un risultato bellissimo ed inaspettato, un risultato mai raggiunto nei precedenti censimenti da nessun altro luogo del cuore censito nella città di Patti.

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792 i voti raccolti sui moduli cartacei. Nell’immagine la copertina di accompagnamento del plico inviato al FAI

Nella passata edizione del censimento, come anche nelle altre, lo sforzo era stato minimo, quasi un gioco, limitato ai pochi giorni precedenti la conclusione del censimento. 76 voti in tutto, ed esclusivamente on line, quelli raccolti nel censimento del 2014, 1095 i voti invece raccolti in questa occasione; 303 voti raccolti on line tra pattesi e non, amici italiani e anche stranieri, 792 i voti raccolti sui moduli cartacei e che si andranno a sommare a quelli on line. I risultati definitivi si conosceranno nel Febbraio del prossimo anno, dopo che il FAI avrà conteggiato tutti i voti cartacei che gli perverranno. Attualmente i 303 voti raccolti on line ci vedono, provvisoriamente, al 245° posto nella graduatoria nazionale, al 25° in quella regionale e al 5° in quella provinciale. Non avendo ovviamente idea di quanti voti gli altri 35.000 e passa competitor abbiano raccolto sul cartaceo è evidente che il risultato finale potrebbe vederci avanzare ma anche indietreggiare da questi posizionamenti provvisori.

Relativamente invece ai voti raccolti esclusivamente on line, la competizione si è conclusa alla mezzanotte del 30 Novembre e sono questi gli unici dati definitivi al momento disponibili; i nostri 303 voti, in modo lusinghiero, ci permettono di collocarci al 150° posto nella graduatoria nazionale, al 16° in quella regionale e al 4° in quella provinciale.

Sicuramente i nostri 1095 voti complessivi sono ben poca cosa rispetto alle decine di migliaia di voti che hanno già raccolto i luoghi classificatisi ai primi posti, e tuttavia per noi sono comunque tantissimi e sappiamo già che con l’esperienza acquisita in questa occasione e per l’affetto incontrato e ricevuto, nel Maggio 2018, in occasione dell’avvio del prossimo censimento, agguerriti più che mai andremo alla ricerca di quell’obiettivo costituito da almeno 1500 voti che possa portare l’attenzione del FAI sull’ultimo caffè storico rimasto in Sicilia che, ne siamo convinti, rappresenta un’autentica ricchezza per il nostro territorio, che altri in Sicilia non possono esibire, che per la sua storia, le sue caratteristiche, la sua unicità e per quello che rappresenta ed ha costituito per la nostra città, va salvaguardata e valorizzata recuperandola dal degrado subito negli ultimi anni. Questo alla fine l’obiettivo del nostro agire e che proprio con l’occasione del censimento FAI ci ha portati alla costituzione del Comitato Pro Caffè Galante, al quale, senza alcun onere d’iscrizione o quota associativa annuale, potrà aderire chiunque abbia a cuore questo luogo e voglia anche semplicemente esprimere con la propria adesione una testimonianza dal chiaro significato: salvare e riaprire il Caffè Galante.

Concludo con il mio ringraziamento a coloro che si sono impegnati per il raggiungimento di questo risultato, a partire da Giovanna Galante, che si è spesa più di chiunque altro, Antonietta, Anna e Francesco Privitera, Rosanna Servello, Giuseppe Orlando ed Elisa Mugneco, tanto hanno fatto per raccogliere voti sui moduli cartacei e on line. Ringrazio gli amici che da lungo tempo ormai conoscono e amano Caffè Galante, come Alberto Cottica e Fabio Fornasari e i nuovi come Lucilla Boschi, in Italia, o Lyubov Dovgaya dall’estero, dalla lontana Russia, che si sono prodigati per raccogliere voti on line, così come anche Carmelo Guido e Laura Galante, anch’essi impegnatisi dall’estero, dal Regno Unito e dall’Irlanda. Ed un ringraziamento ai tanti, amici ma anche persone che non conosco e che mi piacerebbe conoscere e salutare, che amano questo luogo e lo hanno testimoniato condividendo sui loro profili facebook i post che invitavano a votare Caffè Galante; anche a loro un grazie sentito e sincero.

Infine un ringraziamento a coloro che rispondendo all’appello, hanno costituito, aderendo per primi, il Comitato Pro Caffè Galante; in particolare ringrazio la prof.ssa Teresa Pugliatti che è stata la prima firmataria del neocostituito comitato e che il prossimo 10 Dicembre alle 17.30 rievocherà in quel luogo gli anni trenta del secolo scorso, gli anni in cui il padre, il grande giurista Salvatore Pugliatti, lo frequentava venendo da Messina, insieme all’amico, poi premio nobel per la letteratura nel 1959, Salvatore Quasimodo e agli amici pattesi di Vita Nostra e della “lieve brigata” di Vento a Tindari.

Un saluto a tutti e ancora grazie.


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La visita della scrittrice Simonetta Agnello Hornby al Caffè Galante

Simonetta Agnello Hornby firma sulla scheda del FAI per il censimento "I Luoghi del Cuore" per esprimere il suo voto a sostegno del Caffè Galante

Simonetta Agnello Hornby firma sulla scheda del FAI per il censimento “I Luoghi del Cuore” per esprimere il suo voto a sostegno del Caffè Galante (foto di Valeria Triolo)

La scrittrice Simonetta Agnello Hornby visita il Caffè Galante e siede nell’angolo ove solevano raccogliersi gli amici della “lieve brigata” di Vento a Tindari e i loro ospiti, Salvatore Quasimodo e Salvatore Pugliatti.

Infine, prima di salutare, esprime il suo apprezzamento e sostegno per il luogo, firmando per il censimento del FAI sui “Luoghi del Cuore”; un voto molto apprezzato ed autorevole che si aggiunge a quelli espressi dai numerosi fan del Caffè Galante.

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Pensatoio Caffè Galante

E per chi se lo fosse perso in edicola, ecco il servizio di Benito Bisagni apparso su Centonove nello scorso mese di Luglio, per poterlo leggere basta cliccare sulla foto, e poi cliccare nuovamente sulla pagina che si aprirà per ingrandirla. Buona lettura 🙂

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Prima dell’apertura del Caffé

Al 1901 risale la fondazione della ditta di Giuseppe Galante e Giovanna Manfré. Di famiglia di “pignatari” pattesi da diverse generazioni, donna Vannitta, moglie del cuoco mistrettese don Peppino, aveva imparato l’arte del fare i dolci frequentando da giovinetta il monastero di clausura di Santa Chiara. Lì aveva imparato a fare pasticciotti di carne e cardinali (le due specialità tipiche ed esclusive della tradizione dolciaria pattese), cuddureddi e friciuletti, ossa i mortu e tanto altro ancora.

Questa foto del 1915 (una nota sul retro ci informa che solo quattro anni più tardi, nel 1919, sarebbe stato edificato il secondo piano) ritrae l’edificio, oggi al civico 8 della via Regina Elena, dove venne fondata la ditta di Giuseppe Galante e Giovanna Manfré; l’abitazione della famiglia al primo piano, mentre al pian terreno, per lungo tempo, il forno e il laboratorio di pasticceria (anche dopo l’apertura del caffé, nel 1918, quasi di fronte e che, negli anni venti, venne trasferito un po’ più su, nella stessa via, dov’è attualmente).

Nella foto, oltre al personaggio sulle scale, tale Vincenzo Buzzanca, un appunto di Carmelo Galante (1909 – 1996) indica gli altri: nel balcone al primo piano, il padre, Giuseppe Galante (1880 – 1963), sul terrazzo, a partire da sinistra, la zia, sorella della madre, Angela Manfré in Capodici, quindi la madre Giovanna Manfré (1871 – 1945) con in braccio, di pochi mesi, il più piccolo dei figli, il fratello Cosimo Galante (1914 – 1987) e, sulla destra, la zia Concetta Manfré.